Louisa May Alcott – Uomini & Donne
[…] Far vibrare quel delicato strumento che è il cuore di una donna.
[…] Far vibrare quel delicato strumento che è il cuore di una donna.
Lei aspettava che chiamasse prima lui, mentre lui aspettava che chiamasse prima lei e così vissero ambedue soli.
Quando finge di non vedere è perché ha visto anche troppo, non è che vuole nascondere, ma non crede che valga più la pena discutere, perché la donna se ci crede combatte, ma se smette di credere preferisce perdere con dignità.
Uomini e donne, nessuna distinzione. State tutti al bancone. Credete che questa sia vita. Non sapete che per l’inferno è l’invito. Povero mondo, poveri noi!
Non ci sono parole più potenti di un “ti amo” per mettere in fuga un uomo.
Gli manca e geme seppure si veste di sorrisi e si dona per non morire. Gli manca e si consuma e come la notte attende il giorno lei attende il suo ritorno.
Quella donna dunque, nata nel cinquecento con il dono della poesia, era una donna infelice, una donna in lotta con se stessa. Tutte le condizioni della sua vita, tutti i suoi istinti, erano ostili a quello stato d’animo che è tuttavia indispensabile, se si vuole esprimere liberamente ciò che si ha nel cervello.