Luca Bianchini – Felicità
Non c’è niente di più elegante di un viso felice.
Non c’è niente di più elegante di un viso felice.
Eppure un giorno capirò come funziona la felicità, deve esserci un modo per trovarla, nel frattempo proverò a chiudere gli occhi e sognare, aspettando il giorno in cui aprirò gli occhi e la troverò davanti a me.
Se l’uomo sapesse a quale prodigioso concorso di circostanze deve le sue rare ore di tranquillità, se si rendesse appena conto della pochezza delle sue protezioni contro la disgrazia, trarrebbe da ogni attimo tutto il succo di piacere ch’essa può dargli e amerebbe il suo prossimo, ogni giorno, come se, domani, avesse dovuto scomparire.
Quando ciò che immaginiamo coincide con ciò che viviamo raggiungiamo la felicità.
Ogni giorno ci preoccupiamo troppo di quello che dobbiamo fare, e troppo poco di quello che dovremmo essere: felici, ad esempio.
La felicità è quella malattia contagiosa, dal quale non voglio guarire.
Dalla notte all’alba… una manciata di attimi e poi è subito vita.