Luca Roveda – Viaggi e vacanze
In viaggio, si vive quasi sempre nel hic et nunc.
In viaggio, si vive quasi sempre nel hic et nunc.
Mi manca quella sensazione: prendere l’aereo, arrivare in un posto che non conosci e non conosci nessuno, spegnere il cellulare, facebook, whatsapp non esistono, incominciare da zero, fare figure di merda, fare nuove esperienze, conoscere rompicoglioni, semplicemente “conoscere”, tornare ed essere felici, provare malinconia. Ah sì!
L’amore non si crea ma nasce, non si distrugge ma si trasforma o si degrada.
Masbaglio o… le persone sono in crisi (in termini economici) dove vogliono loro? In vacanza ci vanno, i – phone se lo comprano, vanno fuori a mangiar ecc, poi si lamentano perché non arrivano a fine mese o non riescono a comprarsi una cosa utile per la propria vita. Io son in crisi perché non riesco a comprarmi il ferrari ihihih, come siamo messi -. – “. Ps ovvio non ne faccio dell’erba un fascio.
Lo jogging si pratica fino a tarda ora intorno a quattro laghetti paralleli dove trovano dimora le anatre e i cigni. Questi ultmi sono lucenti macchie bianche lungo la superfice dell’acqua. A lato deliziose casette non sembrano temere l’umidità e godono dei riflessi dei lampioni. Uno scorcio fiabesco di Copenhagen.
Si decide di partire, di fare un viaggio per staccare la spina, per divertirsi, per vedere posti nuovi, e molto spesso non si prende in considerazione che un “posto nuovo” ti arricchisce dentro, ti cattura, ti rapisce l’anima. Esistono posti che ti lasciano a bocca aperta, che ti fanno sognare, che staresti li a guardare per ore, giorni interi senza stancarti mai, che ti affascinano, che ti emozionano, emozioni che non puoi spigare a parole perché sappiamo che le emozioni si vivono, non possono essere spiegate. E tu sei un’emozione che non può essere spiegata, sei da vivere, di giorno, di notte, sempre. Au revoir Paris!
Lo so che io sono fatta al contrario, e me ne vanto pure, ma a me stressano più tre mesi di vacanze estive che nove mesi di scuola!