Lucia Debora Paternostro – Vita
Il senso della vita… è fare tesoro di ogni cosa meravigliosamente grande, lasciataci da chi ci ha preceduto, per non dover mai dimenticare.
Il senso della vita… è fare tesoro di ogni cosa meravigliosamente grande, lasciataci da chi ci ha preceduto, per non dover mai dimenticare.
L’incoscenza ci fa andare oltre, e a volte, ci rende forti agli occhi degli altri.Ma solo noi possiamo sapere quanta fatica ci costano alcune scelte che la vita ci impone.
Cogli il sole ogni mattinacogli raggi di luce, attimi di vitaconservali dentro il cuoreirradiali al mondo interovivi ogni respirobrilla ad ogni battitoannusa fiori e coloridistribuisci sorrisifai germogliare amori!
Possiamo fermare le parole, le emozioni… anche i pensieri. Solo il tempo scorre inesorabile, indifferente al nostro volere. Con i suoi rintocchi scandisce i minuti, le ore, i giorni. L’unico dono a noi concesso è rubargli un’ora all’anno, per poi dovergliela restituire alla metà dell’autunno. Così con il tempo, come per la vita, dobbiamo sempre rendere ciò che ci viene donato.
L’ottimista si autoconvince a pensare che la vita sia bella, a prescindere da tutto e da tutti.Il pessimista si chiede stizzito come può essere definita bella, la vita, quando sei al corrente che prima o poi è destinata a finire.Il realista non si pone molte domande, vive la propria vita giorno per giorno, sa che la vita non è né bella né brutta… gioirà nei momenti felici, piangerà in quelli tristi, e potrà affermare con certezza di aver vissuto.
La vita è un dono meraviglioso dobbiamo viverla al meglio, godendo di ogni attimo che ci viene concesso, spendendo il nostro tempo per arricchirci di esperienze positive che ci rendano migliori, Apprezziamo tutto quello che ci regala, cogliamo le opportunità che ci offre, gioiamo e sorridiamo ogni giorno per questo dono straordinario che riceviamo.
– Mi sono fatta accompagnare da mamma da un chirurgo.- Un chirurgo estetico?- Già. Mi ha fatto delle foto di profilo e poi le ha ritoccate con il computer. Vedessi come ero diventata! Ossa perfette, naso perfetto… a mamma è mancato il respiro. Marcella, sai cosa è successo? Che io non mi riconoscevo più. Non ero io. Dove stavo io!? Dove stava il mio naso a coscia di pollo? E dove stavano i miei zigomi fuori asse? Mi è venuto da piangere e sono uscita dallo studio.