Lucia Griffo – Felicità
E all’improvviso ero li, come da bambina, davanti a quella scuola. Non c’erano le voci di sottofondo, solo il silenzio e il ricordo, ma sorridevo!
E all’improvviso ero li, come da bambina, davanti a quella scuola. Non c’erano le voci di sottofondo, solo il silenzio e il ricordo, ma sorridevo!
Quando avevo cinque anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi “felice”. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita.
I soldi comprano tante cose, ma nulla che meriti di essere ricordato nel tempo. Quando saremo vecchi, non ci ricorderemo dei capi firmati, le macchine sportive, il taglio di capelli alla moda. Ma ricorderemo le serate passate a ridere con gli amici, i pianti fatti per quel ragazzo che ci piaceva, nostra madre che ci teneva il ghiaccio sulla testa con il febbrone, l’abbraccio di nostro padre orgoglioso di noi.Non è necessario avere le tasche gonfie per essere felici, basta guardare la vita dalla giusta prospettiva.
Solo imparando a emozionarsi di vere sensazioni, di veri battiti che riempiono, di veri sorrisi e sguardi che scaldano, solo imparando ad amarsi e a essere forti, di quella forza vera dei sentimenti che il cuore si nutre e la mente si intinge, avremmo un mondo aromatizzato di felicità.
È sono complice del tuo nulla, voglio essere protagonista del tuo nulla… esserne la causa isolarti dal tutto e deridere la tua patetica esistenza ed è ciò che sto facendo, avendo ritrovato la mia serenità nel tuo nulla e nella mia pienezza…
Sono una persona felice di avere la vita che ha. Felice dei miei casini, dei miei problemi. Felice delle belle persone che ne fanno parte. Felice dei miei pregi e dei miei difetti. Felice di essere la gioia di alcuni e l’incubo di altri. Sono felice perché dietro i casini inverosimili che la vita ci regala io sono riuscita a rimanere me stessa, a non perdermi nella massa di un opportunismo ipocrita. Felice di essere quello che sono e a chi non vado bene che si rassegni perché non cambio!
Nel lungo termine, le esperienze ottimali si sintetizzano in un senso di controllo, o meglio di partecipazione nella determinazione di ciò che si fa della propria vita: ed è questo tipo di esperienza ciò che noi siamo in grado di immaginare pensando al concetto di felicità.