Lucia Griffo – Stati d’Animo
Gli spazi intorno a me li riempio con i silenzi.
Gli spazi intorno a me li riempio con i silenzi.
Vorrei essere un’aquila, volare libero in quel blu incantevole, volare via lontano da un mondo di limitazioni mentali, da un mondo dove regna la cattiveria.
Gli attimi sono solo istanti; catturali dentro.
Ora sono qui su questa strada, la mia serenità, non mi fermo per niente al mondo, se tu vuoi esserci sei il benvenuto sennò io non cambio rotta! Non posso permettermi di farlo e non voglio farlo! Non rinuncio a trovare la mia strada!
Le cose più belle di questo mondo sono come breve sogno.
C’è chi vive il piombo e chi vive l’oro, entrambi sono tempi che ci appartengono. Ciò che accomuna questi due momenti sono l’egoismo, la meschinità, la grettezza, l’individualismo che assumiamo in entrambi. Il piombo col suo peso ci anestetizza da ogni sensorialità, costruendo un granitico cinismo; l’oro ci rende avidi, paurosi di poter perdere le nostre ricchezze e altrettanto cinici per le sofferenze altrui, come se il male degli altri potesse contaminarci e farci cadere in povertà. Entrambi i tempi si esprimono con l’urlo primordiale che è dentro noi, la voce straziante dei no al male del mondo che si risveglia.
Dietro a un muro mi difendo, tra le pareti massicce difendo quello che ho di buono, la parte bella che è rimasta. Mi amo, mi rispetto, vivo e mi difendo dietro alle pareti, dove aspetto chi riesce ad attraversarle.