Luciano De Crescenzo – Vita
In genere passiamo la gioventù a rovinarci la salute e la vecchiaia a curarla.
In genere passiamo la gioventù a rovinarci la salute e la vecchiaia a curarla.
In un mondo di ciechi, l’uomo da un’occhio solo è Re.
La nostra essenza sembra consistere nell’essere cortigiani in una reggia che chiamiamo vita, in cui ognuno di noi ha il proprio giullare dai mille nomi: per i folli è la passione violenta, per i cinici il potere, per i poveri in spirito è l’invidia, per gli insicuri la paura. Riconoscerlo significa zittirlo. Essere guardato in faccia per lui è la fine: da quel momento iniziamo a ridere noi, tornando ad essere i re e le regine nella nostra unica reggia.
L’essere mortale ha omesso l’idioma del silenzio, lasciando la via del cuore.
Il silenzio: esso solo ci consente di ritagliare spazi di buonsenso per non essere travolti dal ritmo incalzante dell’arroganza dilagante, per intrecciare un dialogo sereno con noi stessi e con gli altri.
La vita non ha senso se non do senso alla mia vita.
Essere positivi non significa andarsene tutto il giorno con un sorriso stampato sulla faccia ma positivo è chi una volta per terra pensa esclusivamente a rialzarsi e non a piangersi addosso.