Luciano Guareschi – Verità e Menzogna
Pur non essendo giornalista, mi capita spesso di scrivere delle gran balle.
Pur non essendo giornalista, mi capita spesso di scrivere delle gran balle.
Ti chiedono di dire la verità e poi si offendono perché non è la loro verità.
Nelle persone di capacità limitate la modestia è semplice onestà, ma in chi possiede un grande talento è ipocrisia.
La consolazione di una bugia è effimera, svanisce presto e non può portarti nulla di buono.
Tanti convinti di essere perfetti e vogliono che si faccia secondo la loro volontà, calpestano il tuo modo di vivere, di pensare, di agire, dimenticando che la vita non la viviamo tutti allo stesso modo e le situazioni esistenziali sono diverse. Molti hanno la soluzione, quanti “bla bla bla” e niente fatti. Quante labbra pronunciano parole dolci ma le mani sbattono le porte in faccia e poi si chiudono a pugno.
Tutto ciò che si costruisce sulla falsità è inevitabilmente destinato a finire sotto le macerie. Mi complimento con chi continua a interpretare il ruolo del protagonista pur sapendo di essere l’antagonista. La bontà, quando è falsa, ha il gusto di parole al miele, ma letali. Certi atteggiamenti e comportamenti sono tipici delle vipere. Diffido da chi non vuole o non sa decidere da che parte stare. Scelgo di allontanarmi piuttosto che stare in mezzo a muri di falsità e di ipocrisia, le cui crepe sono segni evidenti di un sicuro prossimo crollo.
Il bene e il male sono questione di abitudine, il temporaneo si prolunga, le cose esterne penetrano all’interno e la maschera, a lungo andare, diventa il volto.