Luigi Giussani – Ipse dixit
– Perché l’aspettavano così?- Perché credo in quello che dico.- Questo e basta?- Sì.
– Perché l’aspettavano così?- Perché credo in quello che dico.- Questo e basta?- Sì.
Tra odorose note di zagara e cipria avvolgo il cuore e lo chiudo nel cassetto dei ricordi…
Ringrazio il presidente del Consiglio che, nonostante tutte le cose importanti che ha da fare, trova sempre un minuto per me, è davvero carino.
Non sono ipocondriaco, sono solo appassionato di medicina.
Non sono fazioso è che tutte le notti sogno Berlusconi.
Non si possono pensare le cose vere se non in un’aura di canto. Se non si canta, se il cuore non canta, la cosa non è vera.
Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.