Luigi Lucantoni – Morte
La morte è un punto: non ha dimensioni.Tutto il resto ne ha infinite.
La morte è un punto: non ha dimensioni.Tutto il resto ne ha infinite.
L’uomo è un condannato a morte che ha la fortuna di ignorare la data della propria esecuzione.
La morte é l’unica delle mie avventure che non potrò raccontare.
La più crudele eredità della morte è che spesso lascia gli altri prigionieri della vita.
Ricordo mio nonno, un contadino: quando gli chiedevo “Cosa fai, nonno?”, rispondeva “aspetto la morte”. Per me non era mai una risposta tragica perché per lui aspettare la morte significava attrezzarsi, nell’ultima parte della vita, ad affrontarla con tutte le armi dell’uomo (lo scherno, l’ironia, la tristezza, l’amicizia, l’amore), ma mai ad esorcizzarla. Noi invece la dobbiamo esorcizzare con i nostri “gesti segreti” perché crediamo solo nei fatti. E di fronte al “fatto della morte”, che non si può controllare perché si è “assenti” nei riguardi di esso, possiamo solo fare scongiuri o “dare i numeri”.
Non si dovrebbe mai uccidere un uomo che sta per commettere suicidio.
Diciamo di ammazzare il tempo come se, purtroppo, non fosse il tempo ad ammazzare noi.