Luigi Nascimben – Sogno
Non è quello che sognavo quando ero bambino!Non era quello che provavo quando i tuoi occhi mi toccavano, quando le tue labbra mi sfioravano. Se ogni sentimento che mi distrugge potesse toccarti allora sì, sì tornerei bambino!
Non è quello che sognavo quando ero bambino!Non era quello che provavo quando i tuoi occhi mi toccavano, quando le tue labbra mi sfioravano. Se ogni sentimento che mi distrugge potesse toccarti allora sì, sì tornerei bambino!
Forse, dopo tutto, se sogniamo troppo non vogliamo davvero quello che stiamo sognando. Ci piace sognare, ecco tutto. Ed è un peccato, perché non si vive ad occhi chiusi.
Il corpo dell’uomo cadrebbe in pezzi, se non fosse legato ben stretto dal filo dei sogni.
E questa notte il mio pensiero si perderà in un magnifico cielo stellato e volerà circondato da una moltitudine di luci alla ricerca di quel raggio di luna che tanto mi manca.
Li chiamano desideri, aspiri, sogni, quelle faville di follia che imbrigliano la realtà portandoci a cavalcare la meravigliosa fantasia.
Ci sono sogni che bussano fin dentro la porta del cuore, sospiri di stelle che brillano nell’infinito dell’anima.
Frantumato un sogno, per quanto tu ti impegni a preservarlo non sarà mai più lo stesso. Solo gli incubi sono ossessivamente ripetitivi.