Maggie Curcio – Bacio
Sono per i baci lenti, quelli che hai già i brividi, solo a sfiorare le sue labbra.
Sono per i baci lenti, quelli che hai già i brividi, solo a sfiorare le sue labbra.
Su quelle labbra ritornavo a vivere, era il respiro che mi mancava quando non c’era,…
Ci sono cose che non si possono spiegare a parole. Vanno spiegate a baci.
Baciami, baciami ancora.Oggi più di ieri.Oggi come allora.
In una bocca che bacia c’è il sapore di parole mai dette, che sanno d’amore.
Ormai gli occhi dei due erano proiezioni gli uni degli altri e come persiane le palpebre infine li ricoprirono interamente e ci fu il bacio: fugace manifestazione di puro amore, pura passione. Cupidigia di render la propria esistenza degna di essere!
La lingua era la cosa che più gli era piaciuta.Piccola, rossa, mite e improvvisamente piena dinervi e di sangue come lei.Ore di baci. Nei parchi, contro i muri, come gliadolescenti quando cominciano a provare, asondare un altro corpo dentro. Vermi caldi,incollati di torpore, che si lasciano cadere,scivolare. Lui s’infilava in quella bocca e cicadeva, muoveva la lingua come una pala nellapolenta. Te ne andavi, diventavi umido e pieno difiamme. Crescevi insieme alla saliva. Non eri piùil povero stronzo di una settimana prima. Perchélei ti voleva come una sanguisuga, come unapianta cerca il sole. Come tutte le cose stupideche si cercano nel mondo semplicemente pervivere.Si staccavano per poco e si guardavano,soddisfatti. Di niente. Di quel ruminare. Poitornavano al lavoro. Come operai sudati. Perchédi quello si trattava. Fondamenta di saliva per unamore.