Maicol Cortesi – Comportamento
Ancora in alcune famiglie vi è l’usanza di mangiare nel coccio di terracotta, sempre accompagnati da quel timore che alla fine della pietanza, si riveli il proprio nome.
Ancora in alcune famiglie vi è l’usanza di mangiare nel coccio di terracotta, sempre accompagnati da quel timore che alla fine della pietanza, si riveli il proprio nome.
Me ne frego di quella parte di mondo che ha sempre un dito puntato contro qualcosa o qualcuno. Io preferisco camminare verso quella parte che porge le mani in avanti solo per aiutare gli altri. Me ne frego di quella parte di mondo che usa la sua dialettica per offendere o sminuire qualcuno con eleganza. Io amo confrontarmi con quella parte di mondo che se ti deve dire che sei un “testa di cavolo” e mandarti a “fanculo” te lo dice senza ricamarci sopra.
Nel creato ci si muove in modo disarmonico e in disaccordo con il rintocco che viene da dentro…non apprezziamo le sfumature che ci avvolgono perché crediamo ci conoscere, ma non sappiamo vedere…
Rispetto per tutti, disponibilità più per nessuno!
Io mi espongo, mi scompongo e divento pongo, tu stai seduto compiaciuto in una critica…
Di tutti gli uomini nessuno mi è più noioso di quelli pieni di supponenza. Quando si passa una vita intera con uomini di tal sorta ti diventano molesti come le zanzare in un giorno d’estate: sprechereste il vostro tempo a convincere una zanzara?
“Me stessa” è sempre stato il mio porto “sicuro”. È li che mi sono rifugiata nelle peggiori tempeste. Li ho raccolto i pezzi del mio dolore, delle mie delusioni e delle mie sconfitte. È li che ho ritrovato la forza e la capacità di rinascere. Li ho visto rifiorire il mio essere donna e la mia persona. Li ho trovato sicurezza e determinazione per riprendere il mio cammino in modo deciso.