Maicol Cortesi – Società
Non è il potere che ci rende grandi, ma la debolezza.
Non è il potere che ci rende grandi, ma la debolezza.
I nomi collettivi servono a fare confusione: “Popolo, pubblico…”. Un bel giorno ti accorgi che siamo noi; invece credevi che fossero gli altri.
I sovietici mi hanno insegnato a scrivere “Dio” con la minuscola. Gli americani, a scrivere “io” con la maiuscola.
Alcuni critici sostengono che le teorie morali sono troppo vaghe ed astratte e perciò preferiscono applicare il pragmatismo dell’imbecillità e dell’egoismo, che è senz’altro molto più concreto.
Il vero Leader non è chi schiaccia i deboli per ricevere consensi ignobili ma colui che è in grado di innalzare e valorizzare le potenzialità di tutti, lasciando chi incontra con la voglia di sognare, di guardarsi come persone che possono scrivere pagine importanti nella loro vita e gioirne con un’intensità che mai si pensa di poter provare, perché è rara e conquistata solo con lo spirito.
Siamo passati da a non aver nulla, ad aver troppo, siamo passati a lamentarci perché non avevamo niente e basta, ad aver ancora poco siamo passati da un bacio di nascosto, al sesso al primo incontro, siamo passati da fumar una sigaretta di nascosto e aver il batticuore a fumar lo spinello e andar orgogliosi in centro. Siamo passati a dividerci la “fame”, a rubarci fra noi. Siamo passati da cristiani a primitivi uomini e non viceversa.
Gli ignoranti vanno usati con cautela e agli analfabeti dev’essere proibito il compito della propaganda.