Maikol Di Stefano – Paura & Coraggio
Ho vent’anni, sono bella, intelligente e dinanzi a me vedo paura e buco nero, con il rischio di finire con un lavoro che abbia come sfondo il contratto a tempo determinato.
Ho vent’anni, sono bella, intelligente e dinanzi a me vedo paura e buco nero, con il rischio di finire con un lavoro che abbia come sfondo il contratto a tempo determinato.
Impara a non pensare troppo. Impara a pensare quel tanto che basta per fare scelte sensate, ma non lasciare che i tuoi pensieri ti facciano smettere di vivere. Impara che quando pensi troppo riesci a trasformare una formica in un elefante, un problema in una tragedia, una goccia in un oceano e non perché sia davvero così, ma perché quando pensi troppo distorci completamente la realtà. Impara che esiste il qui e ora e ogni volta che la tua mente ti porta lontano, ripetilo. Qui e ora. Impara a esistere senza che il continuo borbottare dei pensieri ti distolga dall’unica cosa che conta: il momento in cui sei e che dovresti vivere con tutto te stesso.
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed Egli solo a terra. Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, già verso l’ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: “è un fantasma”, e cominciarono a gridare, perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: “Coraggio, sono io, non temete!”. Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò.
– Su tutta la linea delle Alpi e dell’Isonzo la nostra magnifica razza si faceva ammazzare senza una bestemmia, senza mai voltarsi indietro verso le “greche”, con un coraggio rassegnato che era più bello del solito coraggio soldatesco fatto di spavalderia e d’impeto assoluto.
Ci vuole coraggio per avventurarsi al buio, senza sapere che cosa troveremo, per uccidere i demoni della nostra paura e del nostro dolore.
È più vile chi ha paura di vivere o chi ha paura di morire?
Viviate scaltri e rabbiosi come serpenti, pronti a mordere qualora sia il caso e sempre dove ci sia un’occasione, poiché colui che grazierete non sarà così indulgente e non userà la stessa clemenza. Avrete perso due volte.