Maksim Gorkij – Libri
Potresti scrivere per i bambini nello stesso modo che fai per gli adulti. Solo fallo meglio.
Potresti scrivere per i bambini nello stesso modo che fai per gli adulti. Solo fallo meglio.
È stupido cercare di spiegare (e tuttavia non riesco a smettere), ma è sempre così per me. In qualche punto, molto vicino, si accumula qualcosa – o qualcuno – che implora di esplodere, soffocherà non trovando uno sfogo e, anche se non mi è assolutamente chiaro cosa – o chi – sia, capisco perfettamente il suo bisogno di erompere, sento chiaramente il suo grido soffocato.
Gli parve di sentire nelle narici, attraverso quella porta chiusa, il profumo della sua acqua di colonia, che aveva sentito tante volte standogli vicino, un profumo fresco e leggero.
“Il popolo” sogghignò il vecchio “il popolo… Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l’appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna…”
La mamma è una cosa seria. Essa si sacrifica da quando noi nasciamo. Essa produce il latte per noi. Quando siamo piccoli produce il latte, perché è un mammifero: per ciò si chiama mamma. (da “Io speriamo che me la cavo”)
La loro attività non era brillante né chiassosa. Esse si limitavano a contaminare metodicamente i mondi sterili, seminando il germe della vita. L’astronave Onara atterrò dunque su questo pianeta… che era ancora senza nome. E si mise al lavoro, per infettarlo meticolosamente. Vi girò intorno infaticabilmente, al di sopra delle nubi, spargendo una polvere finissima… le spore di ogni specie immaginabile di microrganismo capace di ridurre le rocce in polvere, e trasformare quella polvere in suolo fertile. Quella polvere conteneva inoltre il seme di molte muffe e funghi e licheni, e di ogni cosa capace di trasformare il terriccio friabile e primitivo in una sostanza nella quale potessero nascere delle forme di vita di ordine più elevato.
La scritta in kanji dice “Ichi-go, Ichi-e” ovvero “una volta, un incontro”. La pergamena mi ricorda che ogni cerimonia del tè è unica e deve essere assaporata per quello che offre. La scritta può essere interpretata anche come “un’occasione nella vita”. Questo mi ricorda che in qualsiasi conflitto tra la vita e la morte, non c’è possibilità di ritentare. Bisogna afferrare la vita tra le mani.