Manuel Cappello – Sogno
Il primo muscolo mosso nel risveglio, è il colpo di vento che disperde i fumi del sogno.
Il primo muscolo mosso nel risveglio, è il colpo di vento che disperde i fumi del sogno.
La fantasia è un aquilone che si libra prepotente nel vento di una realtà grigia. Basta un pizzico di follia.
Poi giunge la sera: le visioni sbiadiscono e scompaiono scintillando; le fiaccole passano in un un’altra stanza, in un altro sogno.
I sogni sono la nostra creatività, siamo quello che non abbiamo il coraggio di raccontare con le parole.
Nei sogni realizzo tutto, nei sogni apprezzo tutto e tutti, nei sogni ho tutto ciò che desidero… ora tocca alzarsi perché voglio essere felice anche da sveglio.
La notte il richiamo di note dolci e delicate che accarezzano i pensieri. Una promessa di preziosi silenzi dopo il trambusto del giorno passato. Il piacere di accarezzare il viso della persona amata segretamente mentre dorme l’abbandonarsi alla ricerca di un mondo migliore.
Il problema è che mi stanco, mi stanco tanto, ormai. Per questo non ho più nemmeno la forza di immaginarmeli i sogni, figuriamoci viverli. Certo, ogni tanto sento il rimpianto per quella che era una meravigliosa capacità, quella di sognare, che si è poi persa nel tempo. Colpa della vita che, fin troppo spesso, riesce a mandare in frantumi anche il sogno, all’apparenza, più resistente. E sogno dopo sogno, succede che, semplicemente, poi si dura fatica a desiderare anche le cose più elementari. Forse perché poi l’unica cosa che ti rimane da volere davvero è un buon collante per tentare di tenere assieme, meglio che puoi, i cocci della tua esistenza.