Marcantonio Pindinello – Tristezza
Esci sole, ti prego. Voglio che asciughi le mie lacrime.
Esci sole, ti prego. Voglio che asciughi le mie lacrime.
A volte pensi di aver dimenticato come si fa a piangere, ma poi ti accorgi che hai solo imparato a farlo quando sei veramente triste.
Perché l’hai fatto? Motivi molteplici mordono la mente mediante la quale macinano la morte.
Manco più a me stesso che a chiunque altro.
Ogni volta che sei infelice, aggiungi alla realtà una reazione negativa.
Raccogli i tuoi pensieri e ciò che resta di te e vai lontano, chi ti ama ti aspetterà, chi non ha capito nulla di te non capirà, ma ciò che conta sei tu, il tuo essere sempre coerente e sincera con te stessa nel bene e nel male!
Trovo la tristezza uno degli stati d’animo più sconfortanti che possiamo provare. La tristezza è una ragnatela abbandonata in cui muoiono resti di speranze. I giorni dell’abbandono sono sempre uguali, monotoni, granelli di una clessidra rimasti sospesi nel vuoto; in quei giorni nulla fa la differenza, e non riesci a comprendere perché la vita comunque continua.