Marcello Marchesi – Guerra & Pace
Qui non c’è niente di sacro tranne l’osso dove si prendono i calci.
Qui non c’è niente di sacro tranne l’osso dove si prendono i calci.
Adesso ci sono i soldi della guerra. Quella che promette aiuti. È diventata buona la guerra, umana, generosa, compassionevole, umanitaria? No, ma deve farlo credere. È fondamentale creare consenso alla guerra, far vedere che belle cose produce. Ci avevano già provato in Kosovo. L’idea della ‘guerra umanitarià si è formata sostanzialmente in quell’occasione: quando si decide di bombardare, di ammazzare, conviene garantire che dopo arriveranno gli aiuti. Certo si tratta di molto danaro, ma in fondo costa quanto un giorno o due di guerra, è un costo aggiuntivo che vale la spesa: è pubblicità, è comunicazione. E il mondo ‘umanitariò, in buona misura, è stato al gioco.
Il solo avversario contro cui un uomo dovrebbe combattere è il proprio ego.
Perché gli uomini sono sempre in guerra?Ci sono conflitti in ogni parte del mondo.Se non è una guerra tra popoli è una guerra tra clan,oppure è una guerra tra stato e mafia o ancora una guerra tra tifosi.Perché siamo così? Ci vorrebbe tanto poco per risolvere i problemicon le parole senza usare le armi o la violenza.
Dove fanno il deserto, quello chiamano pace.
Troverò pace solo quando sarà guerra aperta.
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.