Marcello Marchesi – Lavoro
Lo schiavo si affeziona. L’impiegato no.
Lo schiavo si affeziona. L’impiegato no.
La democrazia smette di esistere quando porti via a chi ha voglia di lavorare e dai a chi non è ha.
Nel lavoro conta la capacità tecnica, ma soprattutto conta come ci si propone.
Ahimè il mio lavoro nessuno me lo invidia.Anzi spesso vengo compatito! E non posso certo biasimare chi mi compatisce.Che vita grama la mia, tutti mi passano sopra, nessuno si preoccupa e quando non servo più vengo buttato via, chi che vorrebbe una vita del genere? Nessuno!Eppure non mi posso lamentare ognuno nasce per fare quello che fa.Posso sembrare fatalista, però non la pensereste così se guardaste le cose dal mio punto di vista!E poi non mi annoio ogni giorno conosco gente nuova anche se non mi danno attenzione, ma che ci posso fare sono uno zerbino e non in senso metaforico!
Col sole in bocca e lo stereo a palla, è così che si và a lavoro!
Il lavoro è un obbligo a cui bisogna adempiere, ma per alcuni rischia di diventare un’alienante compulsione.
Ora che sono giunto quasi alla soglia della pensione, ho capito una cosa: il lavoro non è il mio ramo.