Marco Acerboni – Carità
Meglio diventar poveri che arricchire gli altri di ipocrite parvenze.
Meglio diventar poveri che arricchire gli altri di ipocrite parvenze.
Ognuno di noi ha insito nella sua parte più profonda forza e amore sufficienti da riuscire a distruggere quel velo di oscurità ed egoismo che spesso cala davanti agli occhi, rendendoci ciechi di fronte alla sofferenza altrui.
La vera carità è muta e cieca. Vede e parla con il cuore, facendo tutto…
1] Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.[2] e se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.[3] e se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.[4] La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, [5] non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, [6] non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. [7] Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. [8] La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. [9] La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. [10] Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. [11] Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. [12] Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.[13] Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!
Il tormento degli esseri umani, uniti dalla stessa sorte, coniugati nel tempo. Dispensatori di pensieri,…
Ruba tutti i colori del mondo e donali ha chi conosce solo il nero.
Credo che la definizione più bella, più vera e più reale dell’Amore sia questa: un vagabondo, un disperso del tempo, smarrito della vita che nonostante ha la morte nel suo cuore non manca a donare certezze al suo prossimo. Questa è l’umiltà che rende speciale l’essere umano, questa è la carità che fa bella l’esistenza, questo è l’amore semplice, quello che non ha confini. il sincero credo di Dio.