Marco Alberici – Antichi aforismi
Vi è un contratto tacito od espresso da chi comanda e chi ubbidisce, dal quale non è lecito discostarsi senza nota per una parte di tirannia, e per l’altra di ribellione.
Vi è un contratto tacito od espresso da chi comanda e chi ubbidisce, dal quale non è lecito discostarsi senza nota per una parte di tirannia, e per l’altra di ribellione.
Infatti, se uno, giunto all’Ade, liberatosi di quelli che qui da noi si dicono giudici,…
Una vecchiaia immatura ed inquieta è la pena di chi ha passata una gioventù sregolata e voluttuosa.
Perché si vieta il lodare, e il biasimar se stesso?Percioché l’uno è segno di vanità,…
Non c’è nessun male all’infuori della colpa.
Bisogna saper distinguere la sapienza dell’uomo da quella della natura: la sapienza dell’uomo è il risultato di uno sforzo intellettuale, che lo conduce verso il sublime; la sapienza della natura è l’armonia del creato che forma l’ammirazione universale.
Nessun piacere è un male in assoluto; ma alcune fonti del piacere procurano spesso più male che bene.
Infatti, se uno, giunto all’Ade, liberatosi di quelli che qui da noi si dicono giudici,…
Una vecchiaia immatura ed inquieta è la pena di chi ha passata una gioventù sregolata e voluttuosa.
Perché si vieta il lodare, e il biasimar se stesso?Percioché l’uno è segno di vanità,…
Non c’è nessun male all’infuori della colpa.
Bisogna saper distinguere la sapienza dell’uomo da quella della natura: la sapienza dell’uomo è il risultato di uno sforzo intellettuale, che lo conduce verso il sublime; la sapienza della natura è l’armonia del creato che forma l’ammirazione universale.
Nessun piacere è un male in assoluto; ma alcune fonti del piacere procurano spesso più male che bene.
Infatti, se uno, giunto all’Ade, liberatosi di quelli che qui da noi si dicono giudici,…
Una vecchiaia immatura ed inquieta è la pena di chi ha passata una gioventù sregolata e voluttuosa.
Perché si vieta il lodare, e il biasimar se stesso?Percioché l’uno è segno di vanità,…
Non c’è nessun male all’infuori della colpa.
Bisogna saper distinguere la sapienza dell’uomo da quella della natura: la sapienza dell’uomo è il risultato di uno sforzo intellettuale, che lo conduce verso il sublime; la sapienza della natura è l’armonia del creato che forma l’ammirazione universale.
Nessun piacere è un male in assoluto; ma alcune fonti del piacere procurano spesso più male che bene.