Marghy Ferrara – Tempi Moderni
Siamo diventati tutti tecnologici, eppure regrediamo. Chissà perché più avanza la tecnologia più il cervello di molti risulta mummificato.
Siamo diventati tutti tecnologici, eppure regrediamo. Chissà perché più avanza la tecnologia più il cervello di molti risulta mummificato.
Meglio l’ira devastante di una pantera che l’amicizia compiacente delle gatte morte.
Non esagerare con ciglia finte, extensions, reggiseni imbottiti con olio e pompa di pressione, spalline vistose, rossetti catarifrangenti, mutande snellenti e alzachiappe, perché quando sarai nuda davanti a lui non so se si innamorerebbe di ciò che resta, dopo aver sfilato i tuoi vestiti, scrostato il fondotinta e le terre abbronzanti.
Il mondo è diviso in due categorie: falliti e sconosciuti.
Non ostinarti a voler dare il massimo a chi non meriterebbe neanche il minimo.
“Self”. Siamo la generazione devota ai pronomi riflessivi. Il resto non parla di noi e perciò non ci interessa, o meglio, non ci riguarda.
C’era una volta un bel gruppo di persone che si svegliavano felici di iniziare un nuovo giorno nonostante tutto. Non condividevano ogni loro passo online e non avevano tante risorse che oggi ci sono, ma erano più vivaci e amavano il sole, le belle giornate e l’aria aperta. Oggi spesso non è più così ma tu, sole mio, sappi che sei importantissimo, quando sorgi, quando tramonti, non c’è occhio che non si staccherebbe da qualsiasi smartphone, tablet o pc solo per ammirarti. Quindi dormi bene, caro sole, e domani illuminaci ancora con la speranza di un nuovo dì.