Marguerite Yourcenar – Stati d’Animo
Il coraggio che rimuove troppo radicalmente il dolore avvelena questo e noi stessi.
Il coraggio che rimuove troppo radicalmente il dolore avvelena questo e noi stessi.
Sono il disperato, la voce senza eco… colui che tutto ebbe, colui che tutto perse.
E voltandosi guardò il cancello. Nulla gli apparteneva di quel luogo e non aveva memoria alcuna di un legame con quelle mura. Gli occhi, sempre a cercare un altrove, come la sua carcassa stanca; di quel corpo che aveva seduto e camminato ovunque; e ovunque era ricordo. Ma non lì. Lì non vi era ricordo perché non vi era mai stata pace.La libertà è questo. La leggerezza dell’anima nel guardare un cancello, una casa, un letto, e non sentirsi disturbati.
Non le voglio le promesse, non ne voglio più. Non le voglio le parole d’amore tanto non ci credo più. Non voglio le favole tanto non esistono. Voglio qualcuno che mi tiene per mano, qualcuno che mi guarda e mi fa sentire unica. Voglio qualcuno che semplicemente ci sia, ma che io possa sentire che c’è. Voglio qualcuno che non parla ma dimostra che l’amore non è solo parole.
La semplicità che si racchiude in un sorriso è una boccata d’aria fresca, qualcosa di speciale, il sole si stringe e illumina ogni pensiero e la vita si riassume in un attimo intenso che profuma di verità e vita puramente sentita da chi ha occhi per vedere ciò che si può scrivere nel libro dei ricordi.
I miei neuroni stanno prendendo a secchiate d’acqua fredda le idee e viceversa.
C’è sempre un po’ di ieri dietro un mai, c’è sempre un po’ di domani negli abbracci che dai.