Maria Viola – Figli e bambini
Un giorno crescerai, dicevano quelli più grandi ora son cresciuta è a volte vorrei esser bambina ancora e crescere con le cose che ho imparato crescendo.
Un giorno crescerai, dicevano quelli più grandi ora son cresciuta è a volte vorrei esser bambina ancora e crescere con le cose che ho imparato crescendo.
In tutto ciò che faccio metto un pizzico d’amore, una manciata di gioia, un qb di ironia, ma sopratutto metto il mio cuore e tanto di me.
Ogni tanto mi perdo nelle pieghe della vita, negli orli dei perché, imbastisco giorni di pensieri, rattoppo buchi e metto bottoni agli strappi dei miei discorsi, ogni tanto chiudo tutto e metto merletti a questa vita fatta di me.
Avere un figlio significa guardarsi allo specchio con gli occhi di un’altra persona.
Mi succede di tanto in tanto, le emozioni mi trasportano e sento il desiderio di ritornare indietro per rivedere e conoscere mio padre, che troppo presto mi ha lasciato nel silenzio di una umida mattina d’autunno, fra gocce di pioggia e lacrime, mentre un triste manto scende e mi avvolge, cerco nella sua assenza un alito di vita di un suo ricordo.
Eravamo piccole, io avevo sette anni e mia sorella nove. Mio padre non era cattivo, solo non era fatto per la famiglia: non c’era quasi mai in casa e quando c’era non vedeva l’ora di andar via. E poi Milano gli stava stretta. Ma ci faceva un sacco di regali quando veniva a trovarci, poi stava un paio d’ore, litigava con mia madre e se ne andava via per altre due settimane. Quando hanno divorziato non è cambiato poi molto.
Un figlio è un eterno bambino.