Mariella Buscemi – Felicità
Bisogna raggiungere la felicità a turno, sennò ognuno sarà impegnato nella propria festa per poter anche partecipare a quella dell’altro.
Bisogna raggiungere la felicità a turno, sennò ognuno sarà impegnato nella propria festa per poter anche partecipare a quella dell’altro.
Sono felice perché dentro mi sento serena. Sono felice di essere ciò che sono. Io collezionò i momenti migliori della mia vita. La semplicità può bastare.
Mi sento con l’anima sfitta di chi ha avuto troppe porte e poche finestre.
Io lo so come entri nella testa di qualcuno: ti affacci sulla porta e resti lì, senza entrare, senza andar via, instillando l’illusione che tu ci sia col desiderio che cresce perché resti lontano. Io lo so com’è che cerchi tu. Cerchi distrattamente, casualmente, all’improvviso, quasi in modo scontato, incidentale, tra parentesi. Ed è lì che ci si lega a te senza che tu abbia gettato nessuna corda. Ed è così che non ti si può mai dare colpa di nulla.
A volte la felicità è proprio a pochi centimetri da noi, perché cercare altrove?
L’Amore e la sofferenza si abbracciano spesso per “incontrare” la felicità.
Sono una persona felice di avere la vita che ha. Felice dei miei casini, dei miei problemi. Felice delle belle persone che ne fanno parte. Felice dei miei pregi e dei miei difetti. Felice di essere la gioia di alcuni e l’incubo di altri. Sono felice perché dietro i casini inverosimili che la vita ci regala io sono riuscita a rimanere me stessa, a non perdermi nella massa di un opportunismo ipocrita. Felice di essere quello che sono e a chi non vado bene che si rassegni perché non cambio!