Raffaele Caponetto – Felicità
È da stupidi, barattare la propria felicità con beni materiali.
È da stupidi, barattare la propria felicità con beni materiali.
Cosa ci gridano dunque l’avidità e l’impotenza se non che un tempo nell’uomo c’è stata un’autentica felicità, di cui ora gli rimangono il segno e l’impronta vuota, che egli tenta invano di riempire con tutto quanto lo circonda, promettendosi dalle cose assenti l’aiuto che non ottiene da quelle presenti, ma invano, perché questo abisso infinito non può essere colmato che da un’infinita e immutabile realtà, cioè Dio stesso.
Spero che il tuo cuore diventi da oggi in poi ogni giorno sempre più felice.
L’allegria senza controllo si nutre alla sorgente della forza vitale, essiccandola. È forse giusto dare spazio alle passionalità che non possono essere dominate?
La felicità ha un sapore amaro quando fa l’infelicità di un’altro.
Nell’incontrarti ho visto un fiore sorridere.
Forse la “Felicità” sta nell’abbandonare il continuo desiderio di volere quel qualcosa, proprio in quanto destinato ad altri.