Mariella Buscemi – Sogno
Devo smetterla di fumare sogni. Poi mi lamento che si riducono cenere.
Devo smetterla di fumare sogni. Poi mi lamento che si riducono cenere.
A volte i sogni muoiono, ma ne basta anche solo uno per sentirsi vivi.
Ci vuole grande forza per vivere la vita, ma se hanno dei sogni da realizzare, vale la pena lottare.
Non sono forse i sognatori che desiderando fanno i sogni!?
C’è chi passa il proprio tempo a sognare, chi a tentare di realizzare il suo sogno. E poi ci sono io, che lo passo a raccogliere i cocci di quei sogni andati in frantumi.
Mi scasso. Mi squarto. Mi spacco. Tuffo dall’alto verso la tua traiettoria. L’impatto è uno schianto violento. Volo donna e ne esco pesce, ma mai sirena e senza nessuna voce che incanti, senza più gambe per camminare, solo branchie per vivere dentro te e senza polmoni per vivere fuori. Nuoto, annaspo ed affogo tra i tuoi liquidi che mi dissetano e m’imbrattano.
Dolore chiama dolore. È l’unico codice che entra a far parte del soliloquio che imbastiamo con noi stessi; il cuore è schizofrenico, si spacca in due tra il male che ci ha causato il nostro grande amore ed il male che perpetuiamo a nostre spese da soli per trovare continuità di senso e parola e sentirci ancora vicini nel paradosso. Il nostro grande amore, quello che ci ha lasciato, ma resterà dentro per sempre, lì sulla soglia della porta delle emozioni più belle, appoggiato allo stipite del desiderio, un piede all’inferno, l’altro in paradiso.