Mario Martina – Abbandonare
Quando la rabbia diventerà indifferenza, l’unica cosa che rimane sarà il ricordo.
Quando la rabbia diventerà indifferenza, l’unica cosa che rimane sarà il ricordo.
Forse avrei dovuto buttarmi sulla Palmiro Togliatti e far vedere a tutti quanto era grande il sentimento per te. Ti sarebbe piaciuto, vero?Canzone delle vanità, niente ci resta, ma almeno avresti avuto una dedizione d’amore assoluta.Come mio nonno, che non può camminare e chiama mia nonna dal letto e grida: – Giuditta! Giuditta!E nonna corre come questo treno che sfreccia vicino all’acquedotto romano in rovina. Quello è amore: la follia di una dedizione totale che ti fa superare tutto, anche le tue difficoltà fisiche. Spesso, quando ti giravi nel letto accanto a me, ho pensato che volessi la stessa cosa, ma ho proiettato su di te un desiderio soltanto mio.Avrei dovuto urlare, mettermi a buttare le tue cose dal balcone, il rasoio, il pigiama, e magari colpire qualcuno che guardava le vetrine di quei sei negozi che stanno lì sotto, forse anche rompere i vetri della finestra, macchiarmi le mani di sangue, sfigurarmi il volto. Invece ti ho semplicemente detto: – Va bene. Ciao.
Continuavi a ripetermi: “Non voglio darti sofferenza!” Lo facevi solo perché sapevi già che me ne avresti data tanta. Continuavi a dirlo perché avevi calcolato tutto per bene! Sapevi già che il tuo gioco sarebbe presto finito.
Non ti ho mai chiesto il mondo, semplicemente essere parte integrante del tuo mondo.
Dicono che la vita va avanti, ma dentro di te qualcosa si ferma, per sempre.
Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infatuazioni a senso unico l’oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe bruscamente il flusso di un’energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d’indefinito.
Mi abbandono ai miei pensieri.Poi guardo la bottiglia di vino. Apro.Bevo per non sentire niente mentre mi scorrono le lacrime.Dopo qualche bicchiere mi dico: “Questo e basta”.Ma è difficile fermarmi…Il vino mi riscalda dentro.