Mark Haddon – Vita
E considerò che diventare migliore si divideva in due punti. La prima era pensare al prossimo. L’altra fregarsene di quello che il prossimo pensava.
E considerò che diventare migliore si divideva in due punti. La prima era pensare al prossimo. L’altra fregarsene di quello che il prossimo pensava.
Molti prima di noi hanno vissuto, molti prima di noi hanno sofferto, molti prima di noi hanno amato, molti prima di noi hanno odiato, molti prima di noi hanno raschiato il fondo della loro anima… molti prima di noi hanno capito!
Non dare mai nulla per scontato, quando meno te lo aspetti tutte le tue sicurezze crollano e li ti accorgerai che è troppo tardi per ritornare indietro. Mi dispiace il tuo tempo è scaduto, e io mi sono ricordata che c’è una cosa che mi aspetta, sì, è li fuori, è la mia vita!
Sfogliando il libro delle nostre emozioni, tra le pagine accartocciate dal tempo, possiamo trovare una lacrima o un sorriso che avevamo dimenticato in fondo all’angolo degli appunti. Quei piccoli segni scritti a matita nell’ora dell’intervallo forse sono i più importanti e significativi, perché sono lì per ricordarci l’amarezza e la fatica delle esperienze passate che, nonostante tutto, ci hanno permesso di scrivere pagine fatte di pioggia, di sole, di vento e di brina… pagine di vita, pagine di noi.
Le persone dovrebbero imparare a usare le parole ma soprattutto dovrebbero imparare a dare un peso a ciò che dicono. Le parole feriscono.
Cosa servirebbe nella vita? Un pizzico di serenità, una manciata di felicità, un briciolo di tranquillità.
Calzo i miei difetti alla perfezione: sono un capolavoro imperfetto.