Marzia Paciantoni – Libri
Marzia si augura che questo viaggio l’aiuti a innalzare il muro che la separa dai ricordi, tanto alto quanto basta per non vederli più anche stando in punta di piedi.
Marzia si augura che questo viaggio l’aiuti a innalzare il muro che la separa dai ricordi, tanto alto quanto basta per non vederli più anche stando in punta di piedi.
La mia scrittura non è un atto di sublimazione, ma un rituale di esorcismo.
Con una persona che non conosci a volte ti trovi meglio, ti racconti più facilmente.
Nell’istante in cui qualcuno assiste alle nostre azioni, volenti o nolenti ci adattiamo agli occhi che ci osservano, e nulla di ciò che facciamo ha più verità.
La vita è comeun’altalenache oscilla…Tra un campoal solee un temporale.
Leggere romanzi a lieto fine è peggio che ubriacarsi: ti illude di poter essere felice.
Che cosa ho imparato su questo momento di merda? Ho imparato che mi odio perché da solo sono solo io e nemmeno questo e com’è monotono essere monocorde-mono-ri-mortifer-or-ro-re.Ho imparato a disprezzare le cose per se stesse e l’uomo hanshan che mi fa scopare non lo voglio. I i o. Io impazzisco un pomeriggio a pensare a questo modo, ancora una settimana sola alla fine e non so che fare di me stesso, ancora cinque giorni filati di pioggia fitta e freddo, voglio scender giù immediatamente perché l’odor di cipolla sulla mano mentre porto alle labbra dei mirtilli sul pendio della montagna mi ricorda improvvisamente l’odore degli hamburghers e cipolle crude e caffè e acqua di rigovernatura delle tavole calde del Mondo al quale voglio tornare senza indugio, per sedermi su uno sgabello con un hamburgher e accendermi un mozzicone di sigaretta col caffè, ben venga la pioggia sui muri di mattoni rossi, e poi ho un posto dove andare e poesie da scrivere sui cuori e non solo rocce. L’Avventura della Desolazione mi trova che trovo in fondo a me stesso nullità abissali peggiori persino di nessuna illusione. Ho la mente a brandelli.