Mauro Agazzi – Vita
Viviamo cercando l’io che non ci appartiene, uniformati dalle regole pensiamo le stesse cose, percorriamo le medesime strade, schiavi del conformismo crediamo in una vita che non è nostra.
Viviamo cercando l’io che non ci appartiene, uniformati dalle regole pensiamo le stesse cose, percorriamo le medesime strade, schiavi del conformismo crediamo in una vita che non è nostra.
Nella mia vita ho subito dolori, ingiustizie, torti. Malgrado tutto, non ho mai perso la speranza. Sono caduta tante volte e tante volte mi sono rialzata, dolorante, traballante, ma sempre pronta a ricominciare, a rimettermi in gioco, a sorridere. Perché, malgrado tutto, sono convinta che la vita sia bella e va vissuta e goduta con gioia, cogliendo le tante opportunità che via via ci offre.
Quale chimera è, dunque, l’uomo?Quale novità, quale mostro, quale caos, quale soggetto di contraddizione, quale prodigio… Chi sbroglierà questo garbuglio?
La storia di ogni uomo può essere colta sotto l’immagine del cammino.
Per chi sa vivere la normalità diverte e viene apprezzata fino in fondo.
“Ecco le tue solite fantasie – disse Alberto – tu esageri tutto, e in questo caso hai per lo meno il torto di paragonare il suicidio di cui ora è questione, con delle grandi gesta, mentre esso non può esser considerato che come una debolezza, poiché certo è più facile morire che sopportare con fermezza una vita dolorosa”.Ero sul punto di interrompere il discorso, perché niente mi mette così fuori dei gangheri come vedere qualcuno armato di insignificanti luoghi comuni mentre io parlo con tutto il cuore. Pure mi contenni, perché molte volte ho sentito addurre quell’argomento e me ne sono indignato; risposi dunque alquanto vivamente: “Tu lo chiami una debolezza? Ti prego, non lasciarti ingannare dall’apparenza. Puoi chiamare debole un popolo che geme sotto il giogo di un tiranno se, infine, fremendo, spezza le sue catene? Un uomo che nel terrore di vedere la sua casa in preda alle fiamme sente le sue forze centuplicate, e solleva facilmente dei pesi che a mente calma potrebbe appena muovere? E uno che nel calore dell’offesa ne affronta sei, e li vince, tu lo chiami debole? E, mio caro, se lo sforzo costituisce la forza, perché lo sforzo supremo dovrebbe essere il contrario?”
La vita è un disegno fatto a matita, i cambiamenti sono le tue cancellature.