Mauro Corona – Desiderio
Tendo l’orecchio e sento il passo dei ricordi della perduta casa, solo una pietra cerco.
Tendo l’orecchio e sento il passo dei ricordi della perduta casa, solo una pietra cerco.
È nel proibito che si incendiano i sensi, mentre se è lecito si rimane indifferenti.
A volte, meglio una lunga attesa piena di aspettative, che la realtà di un momento e via.
Ho chiesto due per unoed ho ottenuto due senza uno.
Il desiderio è come una morsa letale, quando ti prende devi venire, quando arriva devi affrontarlo e per affrontarlo non devi temere, devi soltanto venire.
Voglio tornare a sfiorare le ali delle farfalle, invidiare la loro bellezza e il loro spirito libero; voglio tornare a correre spensieratamente per i prati e sentire la dolcezza dell’erba che accarezza le mie gambe nude e la brutalità dell’ortica che le punge; voglio poter gioire nel vedere il primo fiore di primavera colorare uno spazio privo di luce; voglio cantare a squarciagola finché la mia musica non verrà udita da tutti e la mia voce non svanirà; voglio poter agire senza curarmi delle considerazioni altrui ed esprimere i miei pensieri senza ascoltare alcuna obiezione; vorrei che la notte fosse infinita in modo che l’oscurità celi ogni cosa e spinga anche i vili a trovare il coraggio di ricercarla per sopravvivere e che la luce diurna non splenda abbastanza per rivelare tutti i misteri del mondo risparmiando all’uomo la fatica di combattere incessantemente per scovarli.
Ogni umana attività é indotta dal desiderio.