Mauro Corona – Morte
Ho il terrore della morte. È per quello che vivo.
Ho il terrore della morte. È per quello che vivo.
Questo solo capì. Di essere caduto nella tenebra. E nell’istante in cui seppe, cessò di sapere.
Ciò che non è conosciuto non va temuto, ma rispettato.
La morte non esiste, è solo un altro grembo da abbandonare per rivedere la luce.
Vanno via col callo della vita alle dita, lasciando l’inchiostro che è passato nelle vene.
La nostra morte non è qualcosa che succede a noi ma solo agli altri. Anche se gli altri diranno che sei morto tu non puoi dir loro che non lo sei.
Se sei triste non aver paura, la morte è peggio. Se stai per morire non aver paura, il peggio deve ancora venire. Se sei morto non aver paura, il peggio è passato.
Questo solo capì. Di essere caduto nella tenebra. E nell’istante in cui seppe, cessò di sapere.
Ciò che non è conosciuto non va temuto, ma rispettato.
La morte non esiste, è solo un altro grembo da abbandonare per rivedere la luce.
Vanno via col callo della vita alle dita, lasciando l’inchiostro che è passato nelle vene.
La nostra morte non è qualcosa che succede a noi ma solo agli altri. Anche se gli altri diranno che sei morto tu non puoi dir loro che non lo sei.
Se sei triste non aver paura, la morte è peggio. Se stai per morire non aver paura, il peggio deve ancora venire. Se sei morto non aver paura, il peggio è passato.
Questo solo capì. Di essere caduto nella tenebra. E nell’istante in cui seppe, cessò di sapere.
Ciò che non è conosciuto non va temuto, ma rispettato.
La morte non esiste, è solo un altro grembo da abbandonare per rivedere la luce.
Vanno via col callo della vita alle dita, lasciando l’inchiostro che è passato nelle vene.
La nostra morte non è qualcosa che succede a noi ma solo agli altri. Anche se gli altri diranno che sei morto tu non puoi dir loro che non lo sei.
Se sei triste non aver paura, la morte è peggio. Se stai per morire non aver paura, il peggio deve ancora venire. Se sei morto non aver paura, il peggio è passato.