Mauro Lanari – Società
Mi rimetto all’inclemenza della corte.
Mi rimetto all’inclemenza della corte.
Popolazione stremata. Il governo vara l’arrenditometro.
Non temo il qualunquismo in sé, temo il qualunquismo in ogni cittadino qualunque.
Un uomo gira tutto il mondo in cerca di quello che gli occorre, poi torna a casa e lo trova.
Unico e comune è il mondo per coloro che son desti.
La società in cui, ben e o male, ci tocca vivere, specie quella italiana, è degradata e putrefatta; dominata dalle mode, dai conformismi, dai sentito dire, dalle maldicenze. Con una prevalenza del cretino, della volgarità, delle scelte pilotate e comandate. Siamo vittime dell’omologazione, dei calcoli dei potenti, delle convenzioni; e di libertà di movimento, c’è né poca. Se ti ribelli, diventi un pazzo, un paria, un intoccabile, e resti solo.
Tutti i grandi cambiamenti sono semplici.