Megan Zanin – Stati d’Animo
Quello che vorrei non lo dico, non lo dico mai. Lo lascio lì, rinchiuso a chiave in un silenzio che mi urla dentro.
Quello che vorrei non lo dico, non lo dico mai. Lo lascio lì, rinchiuso a chiave in un silenzio che mi urla dentro.
Dei sette peccati capitali, l’invidia è senza dubbio il peggiore, specialmente quando si insinua tra persone che si dicono tue amiche, rovina i rapporti e insinua malumori e insicurezze.
Ti mancherà sempre qualcosa, qualcuno fino a quando quel qualcosa e quel qualcuno sarà lontano da te.
Composta e a modo, nascondo le mie maniere selvagge e le mie abitudini primitive. Sono nata nell’era sbagliata, epoca matrigna che non mi accoglie, orfana a questo mondo fatto di convenevoli e “si deve”, “si fa”. Non chiedo permesso e sgomito per dribblare e doppiare, mi fermo solo quando il fiato è troppo corto e le gambe non ce la fanno più. E ad essere selvaggi c’è un vantaggio, ché lì fuori è una giungla e bisogna saper essere animali tra gli animali per bere e mangiare, figurarsi per amare.
C’è un mondo strano dentro me, quasi invisibile. Io non lo mostro a tutti ed è per questo che spesso mi attribuiscono identità che non ho. Però ci sono persone che mi conoscono veramente, che non solo mi apprezzano, ma mi difendono e mi stimano. Non conta l’opinione di chi non ti conosce, non conta il loro giudizio dato su un’apparenza che è come loro vogliono che sia. Conta ciò che sei, che provi e che sei capace di dare e di lasciare a chiunque tu incontri nel tuo cammino.
E quando ti senti solo come un fiore nel deserto, non mollare, che prima o poi arriva la pioggia per dissetarti.
Ci piace essere il pensiero più dolce della persona che amiamo. Ci piacciono quelle piccole attenzioni e quei piccoli gesti che ci cambiano l’umore e ci fanno sentire importanti. A volte basta davvero poco.