Mena Lamb – Abitudine
Ogni tanto prova a guardare oltre il mio sorriso.
Ogni tanto prova a guardare oltre il mio sorriso.
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma siamo “malati di abitudine”. Chi è abitudinario accetta qualsiasi cosa, qualsiasi dolore. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, che ci sono indifferenti, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, si è impotenti nel reagire. L’abitudine è il più spietato dei veleni, entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce poco a poco nutrendosi della nostra vita, e quando ce ne rendiamo conto è ormai troppo tardi, ogni nostro gesto è condizionato, continuiamo ad “amare”, per abitudine, una persona “estranea”.
La felicità è un quadro che non ha colori forti, pennellate decise, non usa toni esagerati né richiede sofisticate menti per essere riconosciuta, è un semplice insieme di sfumature delicate, sparse un po’ ovunque usa toni sommessi e si muove in silenzi esagerati… la felicità è lì, basta saperla decifrare!
Mi chiedevo, guardando un ragazzino lanciare un sasso contro un barbone, perché pensiamo sempre a quanto può far male una sassata tralasciando una riflessione importante su un oggetto all’apparenza innocuo ma che può fare danni sicuramente più seri e duraturi di una sassata, la “penna”!Trascrivendo con superficialità e gratuità pensieri approssimativi si può pregiudicare e ledere irrimediabilmente un’anima!
Mostrami uno che origlia per abitudine congenita, con gli istinti di un guardone, e io…
Un’abitudine che ti disgusta è da considerarsi una vera abitudine?
Abitudine può essere sinonimo di vizio.