Mery Lucana – Stati d’Animo
Mi piacciono le persone che mi fanno stare bene. Quelle che le senti al mattino, ma le porti nei tuoi pensieri fino a tarda sera. Quelle dalle quali non ti aspetti molto, e che invece ti danno tanto.
Mi piacciono le persone che mi fanno stare bene. Quelle che le senti al mattino, ma le porti nei tuoi pensieri fino a tarda sera. Quelle dalle quali non ti aspetti molto, e che invece ti danno tanto.
Facciamola finita qua. Io per te non esisto in nessun senso e tu stai diventando come le persone che non sopporto. Non andremo mai d’accordo e sono stanca di non ricevere in cambio nemmeno un decimo di quello che io dono. Che gioia sapere che il mio scomparire non lo noterai nemmeno, almeno non avrò scrupoli di coscienza.
Se ti senti bene da solo pensa a chi ha bisogno di te per stare meglio. Se ti senti un vuoto nell’anima, riempila con le cose che più ti fanno star meglio. Se ti senti dire “ti amo” non ricambiare se non sai amare. Se ti senti morire dentro, cerca la vita fuori… è contagiosa. Se ti senti tradito o deluso cerca di ascoltare a mente fredda il calore del cuore.
La più grande vittoria è fare pace con se stessi.
La serenità non è rappresentata ne da beni materiali né da ricchezze, al contrario essi rappresentano proprio il confine per essere sereni; importante sono gli amici quelli con la a maiuscola che con i loro gesti spontanei ti supportano e confortano dandoti coraggio nei momenti difficili, amandoci per quello che siamo, senza denigrarci o prendersi gioco di noi.
Le parole sono come piume al vento, non sai mai dove si poseranno ma sai che devi stare attento a quello che scrivi o dici perché non tutti possono comprenderle.
La razza umana mi ha sempre disgustato. Ciò che, in sostanza, me la rende disgustosa è la malattia dei rapporti familiari, il che include il matrimonio, scambio di potere e aiuti, cosa che, come una piaga, come una lebbra, poi diviene: il tuo vicino di casa, il tuo quartiere, la tua contea, la tua patria… tutti quanti che s’abbracciano stronzamente gli uni agli altri, nell’alveare della sopravvivenza, per paura e stupidità animalesca.