Michela Strega – Abitudine
Non sopporto la gente che sputa nel piatto dove ha mangiato quando prima ci faceva pure la scarpetta.
Non sopporto la gente che sputa nel piatto dove ha mangiato quando prima ci faceva pure la scarpetta.
M’abituerò. M’abituerò ad appoggiare la mia mano al muro, certo, la tua spalla era più…
Sii protagonista della tua vita non spettatore della mia. Te lo spiego meglio: fatti i cazzi tuoi.
Ho imparato ad andare oltre, a non dare più peso alle sciocchezze, a perdonare l’ignoranza, a non restituire il male. Ho imparato che nella vita tutto torna ed è questo che mi fa andare avanti, senza mai portare il rancore, tanto chi dovrà pagare pagherà, senza che io gli presenta il conto, ci penserà la vita a farlo con gli interessi.
Quante belle parole, ma i fatti quando arrivano?
Non sono diventata scorretta, restituisco solo ciò che mi è stato fatto.
Lui ha sempre pensato che quando camminava il mondo gli girava accanto… tutti i pensieri sembrano più densi e profondi e allo stesso tempo scivolano sul suolo soffocato dalle suole delle scarpe. Era stanco della solita vita; era stanco della musica del borgo. Si nascondeva nel cappotto pensando che quel giorno gli avrebbe regalato un “intorno” di tempo diverso da tutto il resto.