Michela Strega – Stati d’Animo
Non credevo alle parole che sentivo, ma credevo alla bocca che le pronunciava.
Non credevo alle parole che sentivo, ma credevo alla bocca che le pronunciava.
Mi ritrovo a camminare su un binario della vita che non conosco, o forse non vorrei conoscere, ma che mi appartiene, vorrei saperne un po’ di più della destinazione, ma purtroppo mi è ignota, ma quanto è lungo questo binario! Ed io sono un po’ stanca di queste fermate che non mi piacciono, non mi piacciono per nulla!
A cosa serve l’orgoglio? A niente. Spesso per stupido orgoglio si perdono cose, ma soprattutto persone.
Sono già diciassette giorni che non riesco a dormire. Non si tratta d’insonnia. L’insonnia un po’ la conosco, quand’ero all’università una volta ho sofferto qualcosa di simile.
Prima di scrivere mi trattengo, respiro, parlo; prima di parlare mi trattengo, respiro, penso; prima di giudicare mi trattengo, mi leggo dentro e amo.
Riscoprirsi non è male a volte. E nemmeno toccare il fondo lo è. Fa male e questo lo so bene, ma ormai sembra ci abbia fatto l’abitudine, quasi ci vivo sul fondo. Ma quando lo tocchi e lo raschi se non vuoi morire devi risalire e io ho lo sguardo puntato verso l’alto. Le discese non hanno mai fatto parte della mia vita, forse solo qualche pianura. Il resto è sempre stata solo salita e io tosta e decisa come sempre arrivo alla vetta.
Camminare su d’una pagina bianca ogni orma impressa, inchiostro lascia. Si formeranno parole, puoi fermarti e leggere puoi a volte anche correggere Ma mai potrai scordare quello che il tuo passo andrà a lasciare.