Michelangelo Da Pisa – Abitudine
Riesco ad abituarmi quasi a tutto, tranne alle abitudini.
Riesco ad abituarmi quasi a tutto, tranne alle abitudini.
La felicità è combustibile per il sorriso di chi ti ama e comburente per l’invidia altrui.
Quando non trovi i termini giusti, allarga le braccia e stringila a te, tutte le parole che occorrono sono incastrate in un abbraccio, in una grammatica senza regole, solo significati.
– Basta guardarvi e si pensa: ecco una donna che può essere felice o infelice ma che non si annoia. Insegnatemi come fate- Non faccio nulla – rispose Anna arrossendo a quelle domande insistenti.- È il modo migliore – disse Stremov entrando nel discorso.
Non sarebbe meglio se il tempo impiegato a fotografare ogni singolo istante della propria vita fosse impiegato a viverlo? Mi rendo sempre più conto che con l’era digitale sia prioritario lo sfoggiare, far passare il concetto “io c’ero coglione e tu no, crepa!”, che godersi l’oggetto stesso della fotografia. E siamo sicuri che il resto del mondo sia davvero interessato a ciò che mostriamo? Che sensazioni vuol trasmettere la foto sfocata di un piatto di spaghetti allo scoglio? Non sarebbe meglio se avessimo meno immagini da mostrare e più brividi da ricordare, da condividere con una ristretta tribù? All’era dell’overdose da immagine si contrappone quella delle emozioni e credetemi, non c’è storia!
Ci si appiattisce in un pensiero che c’è stato ripetuto a cantilena per una vita e non si riescono più a cogliere le variazioni sul tema della vita. Le foglie cadono ogni autunno in maniera diversa e non sono mai le stesse foglie, così nulla è mai uguale pur assomigliandosi.
Il piacere non esiste, è solo un sinonimo di abitudine.