Michelangelo Da Pisa – Felicità
La felicità non è la meta di un tragitto, ma brevi pause non programmate alle piazzole di sosta dove puoi sorseggiarne un po’, riempirti l’animo per i chilometri a venire.
La felicità non è la meta di un tragitto, ma brevi pause non programmate alle piazzole di sosta dove puoi sorseggiarne un po’, riempirti l’animo per i chilometri a venire.
Vi svelo un trucco, la mia anima è dotata di un doppio fondo, un po’ la riempio di ordinaria realtà, ma sotto vi accumulo disordinatamente i miei sogni.
La felicità è la preda più diffidente che vi sia: appena la avvicini ti sfugge in un baleno, lasciandoti alle prese con le spettanze delle persone col cui ausilio avevi sperato di conquistarla.
La felicità è in un battito d’ali, è in un viaggio lontano ai confini tra la vita e l’amore.
Se scrivi dopando le parole, colorandole di tinte appariscenti, coprendole di rumori assordanti, avrai gli occhi di tanti come punto di arrivo. Se scrivi pensando a chi leggerà, ricorda che su quel foglio non ci sarai tu, ma l’ombra del tuo io. Scrivere, fallo per te stesso, come se nessuno dovesse mai leggere le tue paure, le tue miserie, denudati su quel foglio, vomitaci sopra i tuoi pensieri, ma fa che siano crudi e non correggerti, non farlo mai, non cancellare nulla, non rileggerti. Ecco, quello sarai tu, forse, sporco, forse semplice e a tratti banale, ma sei tu e viaggerai oltre.
Ogni singola emozione dura un attimo, ma costituisce un prezioso tassello, da inserire nel puzzle della nostra felicità.
Strade strade… parlate sempre di strade come se ne esistessero tante per la felicità, dopo tutto questo sangue versato non c’è ancora una strada in questo mondo d’illusioni.