Michelangelo Da Pisa – Poesia
Datemi un fiore piegato dal vento e io sarò poesia.
Datemi un fiore piegato dal vento e io sarò poesia.
Restai qualche frazione di eternità con gli occhi spalancati. Dio, quel tramonto nello Ionio che manie di protagonismo che aveva, un’aura color arancio avvolgeva i miei cinque sensi, rendendomi immune alla realtà. Sembrava che il sole volesse dirmi: “Ehi tu, prova a non guardarmi se ci riesci”.
È vero, a volte alcune persone appaiono immediatamente antipatiche, ma è superficiale fermarsi alla prima impressione, l’apparenza inganna, occorrerebbe conoscerle, esplorarle, viverle. Solo allora capirai che ti eri clamorosamente sbagliato, non erano antipatiche, erano proprio stronze.
Nulla può la costanza della saggezza di fronte alla coerenza della stupidità.
La poesia è inconscia di sé: l’uomo non la domina, né è dominato. Scorga dall’anima o soave ruscello o furioso torrente nel vedersi ritrarre matematicamente soffra e si lagni.
L’aforisma è un che di poetico massimamente concentrato nel minimo spazio possibile.
O fantasia, inestinguibile fonte dalla quale bevono l’artista e lo scienziato! Vivi presso di noi, anche se sei riconosciuta ed onorata da pochi, per preservarci dalla cosiddetta ragione, da quel fantasma senza carne e senza sangue.