Michelangelo Da Pisa – Speranza
Danzo sul cadavere ancora caldo del mio passato, macabro rito in onore della dea speranza.
Danzo sul cadavere ancora caldo del mio passato, macabro rito in onore della dea speranza.
Il tempo non puoi fermarlo, ma tuffandoti nello sguardo di chi ami puoi ingannarlo.
Sfondano la tua vita come una tormenta di neve e ne escono in punta di piedi, in silenzio, con la distratta inconsapevolezza di non saper amare. Più si allontanano, più il laccio stringe e ti priva del respiro della normalità. Trovare la forza di sciogliere quel nodo è l’impresa più ardua e anche l’ovvio ti sembrerà un miracolo.
Lo speranzicidio di primo grado è il reato morale più atroce, di chi premeditatamente uccide la fiducia nel futuro, sotterrando illusioni sotto metri di cemento.
In pochi sanno che il cuore del gambero è situato nella testa. (Alla femmina di gambero piace questo elemento).
Ho tante spine piantate nell’animo, le più grandi son riuscito a toglierle, altre mi si sono spezzate dentro, ma sono sotto lo sguardo vigile del tempo. Le peggiori sono le più sottili, quasi impercettibili, che ondeggiano a ogni respiro, ti trafiggono le carni a ogni carezza, visibili solo in controluce, al bagliore di un ricordo.
Mi fermerò dove le parole diverranno orpello e i silenzi troveranno comprensione. Lì sarà casa mia.