Michelangelo Da Pisa – Stati d’Animo
Dove finiscono le parole non dette? Ho sempre creduto che potessero evaporare e diventare tutt’uno con le nuvole. Per pioverti addosso in un giorno qualunque, uno di quelli in cui era previsto sole.
Dove finiscono le parole non dette? Ho sempre creduto che potessero evaporare e diventare tutt’uno con le nuvole. Per pioverti addosso in un giorno qualunque, uno di quelli in cui era previsto sole.
Questa esistenza non s’intona affatto alle mie fantasie, mi mimetizzo nella consuetudine, aspettando il momento giusto per tendere un agguato all’eccezione.
Chissà cosa sente la foglia che si stacca dal ramo, benché le sue nervature apparissero salde nell’innesto, invece, guardarsi morire la speranza del verde ed arrivare alla secchezza dell’arido, inquietante, malaticcio giallognolo e tentennare nella sospensione del refolo che, sadico, pone in prospettiva lo schianto, ma perpetua il senso del precipitare nella stasi della vertigine. Aspiriamo al nitore degli approdi, delle definizioni perentorie dei verbi nella coniugazione d’un passato prossimo che ci faccia chiudere gli occhi in segno di rassegnazione, evitando il gerundio della paura. Sta cadendo.
Volano troppo alto, dove l’aria è rarefatta, ecco perché i miei sogni li vivo in apnea.
E poi a volte accade che quel qualcuno ti manca così tanto, senti arrivare quel pensiero che ti stritola il cuore, e allora vorresti solo poterlo afferrare per gettarlo via e soffrire un po di meno!
Scrivere non è un mezzo per raggiungere un fine, è esso stesso il fine.
La percezione che abbiamo delle cose è strettamente collegata agli stati d’animo in cui siamo nel momento in cui quella cosa accade. Per questo motivo ciò che oggi ci ferisce, domani può farci sorridere.