Michelangelo Da Pisa – Tempi Moderni
In tutta onestà trovo molto meno sensuale “ha dopo”, “se dovrei”, “un’altro”, che le donne nei loro pigiamoni in pile.
In tutta onestà trovo molto meno sensuale “ha dopo”, “se dovrei”, “un’altro”, che le donne nei loro pigiamoni in pile.
Vivo un Papa, se ne fa un altro.
Odio dover dire “forse non mi sono spiegato bene” mentre penso “com’è che non capisci un cazzo?”
A differenza della laboriosa formica che vive fino a dieci anni, la mondana cicala non supera le tre, quattro settimane. Trovo dunque ampiamente giustificabili la sua scarna lungimiranza e il suo fare disinibito. Nasce, frinisce, finisce.
Corsa libera per schiantarsi contro un infinito finito. Prigione che sprigiona odore di marcio. Un gioco di parole per la luna di questa notte. Come un sole freddo sono le parole che non conoscono la primavera.
Selvagge, impetuose, le emozioni entrano sotto pelle con barbara veemenza, espugnando l’orgoglio, depredando respiri. Poi fuggono in ritirata tra i silenzi di macerie e ceneri. Ovunque brandelli d’anima, schegge di utopia, nubi impenetrabili di nostalgia.
Osservando la massa, lo ritengo un privilegio quello di piacere a pochi.