Michelangelo Da Pisa – Tristezza
Il dolore è un suggeritore di poesia, ti sporca la pelle per decantare la purezza dell’animo.
Il dolore è un suggeritore di poesia, ti sporca la pelle per decantare la purezza dell’animo.
Sentire la mancanza di qualcuno è percepire un buco dentro che niente e nessuno può colmare. Non i ricordi, non i desideri, non l’ostinazione di non pensare. Quel buco a volte si allarga, a volte si restringe, ma continua a galleggiare dentro, incessante e doloroso. Soltanto chi ci sta mancando potrebbe riempirlo, ma non sarebbe più mancanza, sarebbe tutta un’altra storia.
Lei era come quell’ultima foglia dell’autunno. Ondeggiava nel suo cielo, si sentiva un meteorite stanco. Galleggiava ed echeggiava. Viaggiava in quell’artico inverno, mentre fuori i suoi occhi ammiravano il campo di papaveri sfavillante nella sua splendida primavera.
Ti prego, ti supplico, basta con le bugie, il mio cuore e la mia anima non reggono più!
Osservando la massa, lo ritengo un privilegio quello di piacere a pochi.
Quando le sabbie mobili dei ricordi ti tirano inesorabilmente giù, abbi l’umiltà di tendere la mano, il futuro potrebbe prenderla.
Era un instancabile pendolare. Faceva la spola tra i suoi occhi e l’infinito.