Michele Gentile – Cielo
Quando il mare intona il dolce canto della malinconia il cielo veleggia mansueto verso il silenzio.
Quando il mare intona il dolce canto della malinconia il cielo veleggia mansueto verso il silenzio.
Non è facile essere coerente in questa vita. Non è facile affatto la vita, “cuore e ragione”; come ricchezza e povertà, come buio e notte, come luna e sole. Ma nonostante tutto non dimenticarti mai chi sei, non dimenticati mai di sorridere, di combattere e non mollare mai!
È sempre dopo la tempesta che si può ammirare quanto è bello il sereno.
Se dovessi contare le stelle del cielo, ricordati che non bastano ad esprimere un amore…
È quel manto stellato che avvolge ed incanta a render speciale e magica la notte…
Ma intanto la noce [una noce di nuvola, è detto prima] aveva partorito e svolto il più nero e feroce nembo che si vedesse da un pezzo in qua. Parve che si avventasse direttamente sul campanile, unico desto in quella vasta calura pomeridiana sprovveduta, per soffocarvi la squilla. Ma lì fu respinto, inzeppato su sé medesimo come un furioso che venga a scontrar la corsa e la rabbia su due saldi pugni. Di steso ch’era, crescente ad aduggiar cielo e terra, ribollì come la risacca del mare, rifluì e impennò il suo precipizio in una colonna da sfondare il firmamento.
Cosa, chi, dove. Si corre il rischio di trascorrere una vita intera a chiederci: cosa di noi ci appartiene e cosa di noi riguarda altri, chi è degno di conoscere le nostre lacrime e a chi prestare la maschera di un sorriso, dove piantare una tenda e dove costruire la nostra dimora.