Michele Gentile – Destino
Fin troppo su di un cielo d’ardesia ho esercitato le mie pene, nessun astro cadente a tacere gli errori, dall’orizzonte spento, oltre gli oceani giungo ai confini della sorte.
Fin troppo su di un cielo d’ardesia ho esercitato le mie pene, nessun astro cadente a tacere gli errori, dall’orizzonte spento, oltre gli oceani giungo ai confini della sorte.
Né limiti, né confini, nessuna frontiera; apparteniamo al fedele abbraccio dell’immenso divenire.
Non arrenderti alla crudeltà del destino, cerca di affrontarlo a viso aperto!
La mia unica certezza è cosa non sono mentre cerco di scoprire cosa sono.
Il tempo:il regolatore della nostra vitamuta con le stagioni, si evolve e si ribella,esso si inpossessa della nostra volontà,ogni secondo, ogni minuto, ogni ora,del nostro vivere viene scandito confredda premeditazione.Il tempo è anche indicatore disofferenze, desideri, passioni.Il tempo è anche preludio diaspettative, di ansie sempre più crescendi.Il tempo è delusioni, rancori rabbia, paura,paura di non farcela a sostenere le avversità.Ma più di tutto è l’amore che ci rende forti,Amore per le cose semplici,Amore per la natura, la bellezza del creatoAmore per un cielo ricco di stellecomplice la luna per sognare e desiderare,Amore per un tramonto di azzurre e di rosso,mano nella mano, stretti l’un l’altracon i cuori battenti all’unisonoliberando i nostri sensi, immersiin un meraviglioso abbandono.Sognando arrestiamo la corsa del tempo crudele,sognando liberiamo i nostri pensieri,vaghiamo nello spazio alla ricercadi emozioni sempre più coinvolgentiannullando le incognite del tempo.
Le lacrime di dolore cambiano per sempre la vita, talvolta quella vita si ferma.
Chissà perché le lacrime sono di genere femminile! Se lo sarà mai chiesto qualcuno?