Michele Gentile – Destino
Fin troppo su di un cielo d’ardesia ho esercitato le mie pene, nessun astro cadente a tacere gli errori, dall’orizzonte spento, oltre gli oceani giungo ai confini della sorte.
Fin troppo su di un cielo d’ardesia ho esercitato le mie pene, nessun astro cadente a tacere gli errori, dall’orizzonte spento, oltre gli oceani giungo ai confini della sorte.
A volte ti trovi di fronte al precipizio.Se guardi avanti vedi un prato verde.Se ti volti indietro, vedi tutte le cose che hai, spesso con un tono di grigio di troppo.Poi il dubbio: saltare sull’altro lato per raggiungere il prato?E se l’adrenalina non bastasse? E se a metà del salto ci ripensassi?E soprattutto, se poi quel prato verde in realtà fosse solo un’oasi nel deserto?Ma mentre pensi il tempo è già in fuga, come se ti odiasse. Quindi salta, e non credere al domani.
Se c’è qualcosa di ancor più raccapricciante del destino, è l’uomo che lo sopporta senza alzare un dito.
Sapeva d’amore quel peccato e sapeva già che sarebbe finita.
La vita umana è una forma molto complessa.Destinata a “sciogliersi” come i migliori complessi.
Ogni giorno assapora istanti preziosi di vita.
Dio non cambia il vissuto di un uomo finché egli non cambia per primo.