Michele Gentile – Morte
Penso che solo la morte possa insegnarmi l’arte della rassegnazione.
Penso che solo la morte possa insegnarmi l’arte della rassegnazione.
La malattia, la follia e la morte, erano gli angeli neri che si affacciavano sulla mia culla.
I miei pensieri sono rose e sono spine che raccolgo lungo i viali di questa solitudine.
Il primo sintomo della morte é la nascita.
La morte talvolta bussa, avvisa, e pian piano porta alla resa ma nello stesso tempo prepara, dà modo di combattere: conseguenza di mali improvvisi o già conosciuti che spengono silenziosamente una vita. Altre volte invece, sorprende, inaspettatamente. È la morte più dura perché uccide la gente che sta bene e con essa l’animo della gente vicina. Fa rumore. Rumore di uno schianto, di sirene. Rumore di voci che ne parlano, rumore di lacrime sconosciute che cadono. Nel silenzio solo la verità di ciò che è stato.
Ci turbiamo la vita con la preoccupazione della morte, e la morte con la preoccupazione della vita.
Ogni giorno l’uomo offre un tributo alla propria mediocrità.